05/01/2010 - La società sarda fra crisi e mutamento: l'Istituto Gramsci torna in libreria e parla di Lussu
Modernizzazione e globalizzazione hanno significato sin qui in Italia e in Sardegna precarietà di condizioni materiali e crisi di prospettive, soprattutto per le giovani generazioni, prive di diritti, a partire da quello al lavoro. In un'Isola nella quale crescono povertà e diseguaglianze non è tuttavia il caso di arrendersi a una realtà dura e aspra, ma occorre, oggi più di ieri, tentare di aprire le strade dello sviluppo. Un contributo al dibattito politico e culturale viene ancora una volta dall'Istituto Gramsci della Sardegna con un volume curato dal direttore Eugenio Orrù e dalla presidente Nereide Rudas, curatori del libro Crisi e mutamento.
La Sardegna fra tradizione e modernità (Tema editore, 446 pagine 35 euro) che raccoglie interventi di economisti, storici e politici impegnati a delineare le vie d'uscita da una situazione drammatica, caratterizzata dal rischio del deserto industriale e da modestissime prospettive di crescita economica e civile, causate anche da un pericoloso deficit di classi dirigenti, e non soltanto nella politica.
Il volume, che raccoglie numerosi interventi di studiosi, si interroga (con saggi fra gli altri di Pietro Maurandi, Raffaele Paci e Gianfranco Sabattini) sulle prospettive dello sviluppo economico e interroga alcuni dei sardi più illustri del Novecento sui rischi e le opportunità della situazione attuale. Ecco dunque articoli di Giuseppe Vacca, Eugenio Orrù e Manlio Brigaglia su Antonio Gramsci, mentre Enrico Berlinguer e la sua visione della questione sarda e della questione morale vengono analizzati fra gli altri da Antonello Mattone, Maria Luisa De Felice e Francesco Cocco. Notevole lo spazio dedicato a Emilio Lussu, sul quale scrivono fra gli altri Graziano Milia, Giuseppe Caboni e Renato Soru.
GIANCARLO GHIRRA
(Unione Sarda)
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